Sanremo 2023, la confessione: “Ero immerso nella droga, ho smesso grazie a mia madre”
Amadeus

A pochi giorni dal debutto al Festival di Sanremo 2023, Rosa Chemical ha parlato del suo passato difficile e di come è riuscito a rinascere.

Un cantante di Sanremo 2023 ha confessato di aver avuto un passato difficile tra droga e alcol! Senza troppi giri di parole, ad ammettere i suoi problemi di dipendenza, risalenti a qualche anno fa, è stato Rosa Chemical. Atteso per molti come l’erede di Achille Lauro sul palco del Festival, l’artista genderless, perverso e aperto per antonomasia si è lasciato andare a una lunga confessione in un’intervista al Corriere della Sera. Ecco le sue parole incredibili sulle droghe, il ruolo ‘salvifico’ della madre e la sua identità sessuale fluida.

Sanremo 2023: Rosa Chemical, un passato tra droga e alcol

Non è certo una novità che un artista abbia un passato (e spesso anche un presente un futuro) fatto di droghe, alcol e abusi di ogni tipo. Ma che un cantante italiano possa confessare i suoi peccati così apertamente, a pochi giorni dal debutto sul palco dell’Ariston, notoriamente bigotto (almeno fino a qualche anno fa), è abbastanza strano.

Rosa Chemical
Rosa Chemical

Attorno a 14-15 anni ho avuto un periodo in cui vivevo recluso in casa, mi odiavo, mi immergevo in droga e arte“, ha spiegato il giovane artista. Adesso però le cose sono cambiate ed è riuscito a ripulirsi del tutto, grazie a una persona molto importante: sua madre. “Ho smesso, non bevo e non mi drogo, nemmeno marijuana“, ha confessato Rosa, aggiungendo: “Al massimo sesso e sigarette elettroniche“.

Rosa Chemical è gay?

Protagonista anche su OnlyFans, il cantante non nega di aver scelto di mostrare il suo corpo senza troppe censure proprio sulla piattaforma a pagamento: “Non è esibizionismo: vivo il corpo e la sessualità senza problemi. Il mio OnlyFans è una forma d’arte, non è porno“. A Sanremo, però, assicura che non si presenterà nudo.

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Nella stessa intervista ha poi parlato anche della sua identità sessuale. In molti si chiedono se sia gay o meno, ma la risposta è ben più complessa. O forse più semplice: “Non sono etichettabile. Sono aperto a rapporti eterosessuali, omosessuali, transessuali. Se eccita e c’è consensualità, per me va bene. Sono perverso della perversione“.

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