Shores Null iniza un altro cupo capitolo con “Nothing Left To Burn”
New Album “The Loss Of Beauty” Out March 2023

I Romani Shores of Null hanno un quarto album in uscita il prossimo anno, per espandere la loro discografia di doom malinconico. “The Loss Of Beauty” torna alla consueta struttura full-lenght con tracce diverse, dopo l’esperienza immersiva di “Beyond The Shores (On Death And Dying)” del 2020, che consisteva in un’unica traccia di 38 minuti. Ciascuno dei prossimi singoli rilasciati in previsione dell’uscita è accompagnato da una serie di video di Sanda Movies. Il primo singolo è “Nothing Left To Burn”, che la band commenta:

“Questa canzone è stata originariamente scritta nel 2018 e registrata nel 2019, con l’intento di pubblicarla l’anno successivo, ma poi abbiamo cambiato idea e abbiamo invece pubblicato “Beyond The Shores”. Quindi questa canzone è stata tenuta segreta fino ad oggi, quasi congelata nel tempo, ed è così catartico poterla finalmente condividere con voi, sia la canzone che il video, che è di gran lunga il pezzo visivo più complesso che abbiamo mai realizzato, e per questo, dobbiamo ringraziare Martina e la troupe di Sanda Movies per l’incredibile lavoro. È una canzone sul peso della vita, le sue infinite lotte e sofferenze, con la consapevolezza che la nostra esistenza è solo transitoria”.

Watch and listen to the music video for “Nothing Left To Burn” – 

Coloro che hanno seguito Shores Of Null sin dall’inizio sanno che le loro influenze toccano molti generi, e coloro che hanno amato “Quiescence” e “Black Drapes For Tomorrow” non rimarranno delusi. La band considera “The Loss Of Beauty” la naturale evoluzione di quei dischi, mentre “Beyond The Shores (On Death And Dying)” rappresenta una leggera deviazione dalla strada principale. Coloro che li hanno conosciuti da “Beyond The Shores” potrebbero trovare questa nuova offerta un po’ diversa, più veloce nel tempo, ma comunque molto cupa e malinconica.

“The Loss Of Beauty” è un dark metal malinconico con un’ampia gamma di influenze, dal gothic metal al doom metal e al black/death metal melodico, con un uso frequente di armonie vocali e ringhi profondi. È consigliato ai fan di Paradise Lost, Amorphis e Enslaved.

“The Loss Of Beauty” is due out March 24th, 2023.

Album pre-order (Digital, CD, Vinyl) – https://linktr.ee/thelossofbeauty

Track Listing:
1. Transitory – 1:20
2. Destination Woe – 4:52
3. The Last Flower – 4:59
4. Darkness Won’t Take Me – 4:14
5. Nothing Left To Burn – 4:55
6. Old Scars – 4:23
7. The First Son – 2:17
8. A Nature In Disguise – 6:26
9. My Darkest Years – 4:56
10. Fading As One – 5:19
11. A New Death Is Born – 4:54
Album Length: 48:40
Bonus Tracks (CD and digital only)
12. Underwater Oddity – 4:18
13. Blazing Sunlight – 1:57

Shores Of Null is:
Davide Straccione – Vocals
Gabriele Giaccari – Guitars
Raffaele Colace – Guitars
Matteo Capozucca – Bass
Emiliano Cantiano – Drums

For more info: 

Spikerot.com/ | Shoresofnull.com | Facebook.com/shoresofnull | Instagram.com/shoresofnull | 

Twitter.com/shoresofnull
​Album pre-order (Digital, CD, Vinyl) – https://linktr.ee/thelossofbeauty

Informazioni su: Gli Shores of Null si distinguono dai loro contemporanei per la loro capacità di fondere elementi apparentemente disparati nel loro suono, incredibilmente pesante e rilassante allo stesso tempo: l’aggressività annerita si affianca a sezioni gothic-doom senza che nessuno dei due suoni fuori posto. La loro musica può essere sia malinconica che maestosa, fatta di trame chitarristiche simili a corali su tutta la gamma dello strumento, sostenute da una potente sezione ritmica e punteggiate da una raffinata miscela di voci pulite e ringhiate, insieme a un ampio uso di piacevoli armonie vocali che hanno diventato il marchio di fabbrica della band nel corso degli anni.

La band metal di Roma è stata una presenza incrollabile all’interno dell’underground metal sin dal loro esordio musicale nel 2013, sfornando tre dischi impressionanti: il melodico e cupo “Quiescence” (Candlelight, 2014), il più oscuro e complesso “Black Drapes For Tomorrow” (Candlelight/Spinefarm, 2017), e infine il loro lavoro più ambizioso fino ad oggi “Beyond The Shores (On Death And Dying)” (Spikerot Records, 2020), un’opera di 38 minuti che continua a dimostrare la volontà della band di uscire dai sentieri battuti mentre creano il loro ultimo manifesto del destino.

Shores of Null continua a impressionare ed espandere il loro suono doomy. Un brano di lunghezza epica degno di stare tra le migliori di queste imprese (Edge of Sanity, Insomnium). Emotivamente appagante e musicalmente appagante allo stesso tempo.” – Dead Rhetoric (Best-of 2020)

“questo album è sicuramente uno dei migliori pezzi Doom Metal che ho avuto il piacere di guardare nel 2020. Una volta che ti immergi nel suo sorprendente flusso, non ci sarà scampo da quella marcia maestosa attraverso paesaggi sonori impennati verso quegli orizzonti inzuppati di lacrime.” – Rock Music Raider (Il meglio del 2020)

“è certamente ambizioso (video di “Beyond the Shores (On Death and Dying)”), ma se hai tempo, vale la pena guardarlo. Immerso nella qualità e nell’eccellente videografia, merita sicuramente l’attenzione per la quantità di impegno impiegato. – Iniezione di metallo

“Shores of Null ha tirato i dadi con Beyond the Shores (On Death and Dying) e lo ha fatto in un fottuto modo… Shores of Null ha creato qualcosa di speciale; un viaggio straziante, emotivo e bellissimo di dolore, angoscia, dolore e accettazione. Beyond the Shores (On Death and Dying) è un’opera splendidamente cupa e brillantemente scritta di un imponente destino di morte che richiede attenzione. – Denti del Divino

“questo album è fenomenale, sia in termini di concept che di consegna monumentale… con questa opera magnum [Shores Of Null] hanno dimostrato la loro posizione in primo piano come titani del destino depressi…” – The Sleeping Shaman

“Beyond The Shores (On Death and Dying)” è un risultato quasi perfetto e monumentale del destino. Non riesco a immaginare che nessun fan dello stile non trovi qualcosa qui per divertirsi. – Tempio di metallo

“Un’opera incantevole e cupa.” – Tempi di Moshville

“Una singola traccia di doom metal melodico incredibilmente ben realizzato, stratificato con ogni sorta di prelibatezze e consegna sfumata.” – Scatola delle meraviglie in metallo

“Un pezzo di deliziosa disperazione, servito su un piatto di Doom Metal tempestoso e ottimamente eseguito. Un disco che nel 2020 ha fatto tremare chiunque altro nel genere”. – Predatore di musica rock

“il loro lavoro più intricato e minaccioso fino ad oggi… grandioso impatto emotivo.” – Tempesta di metallo

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