Poco meno di un mese e potremo finalmente ascoltare la nuova fatica discografica dei Cugini di campagna. La band composta dai gemelli Ivano e Silvano Michetti, Nicolino Luciani e Tiziano Leonardi salirà per la prima volta in assoluto sul palco del Festival di Sanremo 2023 dal 7 all’11 febbraio prossimi, presentando in gara Lettera 22, pezzo scritto per l’occasione da La rappresentante di Lista e Fabio Gargiulo.

La canzone (che esce per edizioni Woodworm Publishing Italia Snc, Sony Publishing, BKM Productions) segna dunque il debutto all’Ariston per la band, che dopo 50 onorati anni di carriera grazie all’aiuto di Amadeus è finalmente riuscita a coronare un sogno. Ecco dunque, in breve, tutto quello che c’è da sapere sul loro pezzo in base alle anticipazioni e ai commenti dei membri della band.

Di cosa parla Lettera 22, la canzone de I Cugini di campagna in gara a Sanremo 2023?

Partiamo dal titolo, che fa riferimento alla 22° lettera che, come di certo saprete, nell’alfabeto italiano non esiste. Con questo titolo, la band voleva dunque dare risalto alle parole del pezzo, che i Cugini di campagna considerano molto importanti: spesso infatti tendiamo a non trovare le parole giuste per esprimerci, magari per chiedere scusa, o perché no, per raccontarci con sincerità.

Ma la Lettera 22 rappresenta anche altro. Ecco il commento di Ivano:

È anche, però, il nome di una Olivetti degli anni Cinquanta, una macchina da scrivere che si chiama proprio Lettera 22. A chi si domanda come mai portiamo un pezzo della Rappresentante di Lista, rispondo ho settantacinque anni e da ragazzino quando mi facevano ascoltare una canzone di uno della mia età, non mi piaceva. Sono obiettivo e so che a Sanremo voglio andare dialogando con i giovani. A colpirmi sono state subito la musica e armonie, che il direttore d’orchestra che è in me ha colto al volo. Ho arrangiato alla mia maniera pensando alla Cappella Sistina, lavorando anche sui testi, trovando la quadra, per un brano che ci calza a pennello.

La rappresentante di lista, ad ogni modo, non è stato l’unico nome importante con cui il gruppo ha collaborato per questo pezzo. Dietro c’è infatti anche “lo zampino” di Pasquale Mammaro, l’uomo che a Sanremo ha portato da editore Il Volo e Diodato e da editore e produttore Orietta Berti e Donatella Rettore. A proposito del suo lavoro con i Cugini di campagna Mammaro ha commentato:

“I grandi rimangono grandi e il mio motto è, come dicono gli americani, Old is Gold. Ho le mie intuizioni delle quali mi fido, anche quando non trovano l’approvazione altrui. I Cugini di Campagna e la loro assoluta cifra musicale e artistica, sono davvero Gold e sono davvero felice che possano finalmente calcare questo prestigioso palco”.

Le anticipazioni sugli outfit dei Cugini di campagna a Sanremo 2023

Non resterà di certo deluso chi si aspetta di vedere indosso ai membri del gruppo gli abiti sgargianti e kitsch per tanti anni sono stati il loro marchio di fabbrica. Ancora una volta sarà Ivano ad avere l’ultima parola, con lo stesso estro “michelangiolesco” che l’ha ispirato fin da quando era bambino. A proposito, Michetti ha commentato:

Dopo cinquant’anni da Anima Mia e 53 dalla nascita dei Cugini, volevamo presentarci a Sanremo, essendo noi stessi, non con una veste nuova, ma rinnovata. I Cugini sono i Cugini, con le zeppe, la voce e con tutti i capelli, che grazie a Dio non ci sono cascati! Non cambieremo mai; hanno provato in tanti negli anni a convincerci a farlo ma noi abbiamo saputo cavalcare il tempo rimanendo fedeli a noi stessi e alla nostra “anima”.

 

Foto di Giacomo Brucculeri

 

L’articolo I Cugini di campagna: cosa ci dobbiamo aspettare da Lettera 22 e dal loro look a Sanremo 2023 proviene da All Music Italia.

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