Stolen Goods Records, Lele Sacchi presenta la sua nuova creatura dance
Stolen Goods Records, Lele Sacchi presenta la sua nuova creatura dance
Stolen Goods Records, Lele Sacchi presenta la sua nuova creatura dance

La vita notturna si è ripresa i suoi spazi. Ci si agita più o meno coordinati, i bassi entrano quasi sottopancia e si alzano le mani in aria di nuovo. Ma finalmente si sta muovendo anche il mercato discografico legato alla dance.

Dopo gli anni d’oro (idealmente dalla Italo disco di metà anni ’80 alla jazz house nostrana di fine millennio), in cui vedevamo nascere etichette e personaggi legati al business discografico della musica da ballo, ecco un bel segnale di ripresa. A lanciarlo sono i ragazzi di Asian Fake. Spinti e rassicurati dalla competenza e dall’entusiasmo mai sopito (per fortuna) di Lele Sacchi, hanno dato vita alla nuova label Stolen Goods Records.

Ci racconta tutto in prima persona proprio Lele.

Elisa Bee

Lele Sacchi presenta Stolen Goods Records

Negli ultimi anni a livello discografico avevo prodotto tracce e remix a mio nome, ma per etichette discografiche terze. Ho anche co-curato due compilation di nuove produzioni italiane (Italo Funk Vol. 1 e 2) per la label american Soul Clap Records. Dal 1997 al 2004 ero stato label manager della distribuzione indipendente White & Black (dopo un primo passaggio per la mitica etichetta Right Tempo).

Contemporaneamente alla carriera da DJ e promoter, avevo un ruolo nella distribuzione per l’Italia di etichette elettroniche e della produzione di nuovi artisti e compilation. Erano ancora anni d’oro per il prodotto (io stesso firmai il contratto di distribuzione esclusiva per l’Italia del primo Gotan Project e facemmo 90mila copie fisiche solo qui: disco d’oro consegnato dal Midem di Cannes!) e si iniziava a parlare della nascita del digitale. A metà anni Duemila smisi il lato “interno” alle discografiche per continuare tutte le mie attività come DJ e producer e di organizzazione serate.

Avrei continuato così ancora oggi se non fosse stato per una cena al circolo Magnolia con Filippo Palazzo di Asian Fake. Partendo dalla proposta di un semplice progetto artistico, siamo arrivati a una richiesta da parte di Asian Fake (la label che già stimavo come la migliore del panorama pop indipendente italiano) di sviluppare una etichetta di dance elettronica a casa loro.

Ci ho pensato poco, prima di dire di sì. Solo con una struttura professionale, agile, giovane d’età e pienamente immersa nel “nuovo” mondo digitale e social mi sono sentito di ripartire con il ruolo di label manager.

DJ Rocca

Quindi ecco qui Stolen Goods, la “roba rubata”, nome che Filippo aveva già in mente. Mi è piaciuto perché declina tutto il sentimento fringe, ai bordi, che la scena dancefloor, la club culture e la storia dei DJ hanno sempre avuto. Nell’area grigia, agli angoli della legalità.

D’altronde i primi rave illegali nascono perché le discoteche non volevano la house e la techno. Le cassettine, i mixtape, inondavano il mercato nero perché le radio non passavano le nostre musiche. In UK infatti addirittura organizzano delle vere e proprie radio pirata per queste sottoculture. E che dire dei re-edit, dei mashup, dei remix illegali, dei promo “bruciati” (masterizzati illegalmente)? Tutti modi per propagare le scene dance underground che hanno ciclicamente penetrato e rivoluzionato il mondo negli ultimi 35 anni (anzi, partendo dalla disco music sono quasi 50) come dei tornado inattesi. Dai comportamenti sociali alle arti visive, dalla moda al sound engineering fino alla produzione.

Siamo appena usciti col primo prodotto. Si tratta di una raccolta di dodici inediti da altrettanti artisti italiani fantastici che rappresentano uno spettro di età e di background diversi, ma uniti dall’estrema qualità del suono e della produzione e dal fatto di essere tutti in primis DJ e clubber. Il nostro claim è For Clubbers by Clubbers.

Per ora Stolen Goods sarà riconoscibile come una label piena di bassi, batterie, hi-hat, drop, stacchi, sample… tutto quello che è la musica da club elettronica non commerciale. Bawrut, Funk Rimini, Nic Sarno, Elisa Bee, Plastica, DJ Rocca, Rogue D (con una collab con la leggenda house Tyree Cooper). E ancora: Sickarone, Ruff Stuff, Industrial Romantico, Artizhan e il sottoscritto per questo VOLUME 0 (distribuzione Sony Music).

Dall’autunno cominceremo con singoli ed EP e l’apertura a producer stranieri. La distribuzione e la promozione sono ovviamente global e stanno già portando a casa i play da DJ leggende come Harvey, Amê, Sasha e recensioni su riviste come l’inglese DJ Mag o la radio losangelina KCRW. Anche il primo party ufficiale, al Tempio del Futuro Perduto, è stato un sold out. Siamo tutti molto gasati da questo inizio, speriamo sia il perfetto auspicio per una lunga cavalcata mondiale che resti fedele alle radici underground, ma faccia scoprire tanta nuovissima ottima musica ai clubber.