The Crown 5: Recensione della nuova stagione
The Crown 5: Recensione della nuova stagione

The Crown 5 resta saldamente al primo posto tra le serie Netflix più viste in Italia. La nuova stagione vede per la terza volta un cast completamente rinnovato, da Imelda Staunton nei panni della Regina Elisabetta a Jonathan Pryce per il ruolo di Filippo, Dominic West come Carlo ed Elizabeth Debicki come nuova Principessa Diana.

Proprio le nuove scelte di casting, insieme alla sceneggiatura scritta dal creatore Peter Morgan, sono state oggetto di polemica e avrebbero deluso una parte dei fan storici della serie, già vincitrice di 7 Golden Globe e 8 Emmy Award.

In effetti eguagliare la bellezza della terza e la quarta stagione, dominate da Olivia Colman come Queen Elisabeth ed Helena Bonham Carter nella parte di sua sorella, la Principessa Margaret, era di per sé un’impresa particolarmente ardua. Ma è forse la rappresentazione di una tra le parentesi più drammatiche per la monarchia britannica ad aver rappresentato la vera sfida.

The Crown 5 rappresenta infatti il segmento storico tra il 1991 e il 1997. Con un discorso senza precedenti, la stessa Elisabetta II definirà il 1992 come “annus horribilis”. In aperta rottura con il suo mantra “never complain, never explain” (“mai lamentarti, mai spiegarti”) la Regina rivela così una stanchezza straordinariamente umana.

La serie riflette così le difficoltà, l’amarezza della sua Regina, ma soprattutto le ultime sanguinarie fasi della guerra mediatica tra Carlo e Diana dalla separazione al divorzio. E se la stampa britannica dell’epoca li aveva ribattezzati “The Glooms”, “I Tristi”, anche la quinta stagione di The Crown riflette efficacemente i colori profondi di quel periodo oscuro.

The Crown 5: La trama

Nel 1991, dopo la disfatta di Margaret Tatcher, abbandonata dal suo stesso partito, John Major (Jonny Lee Miller) diventa segretario del Partito Conservatore e Primo Ministro della Gran Bretagna. Fino alla sua sconfitta alle elezioni del 1997, che vedono il trionfo del Laburista Tony Blair (Bertie Carvel), John Major avrà un rapporto particolarmente stretto con la Regina.

Elisabetta chiederà proprio al suo Primo Ministro, a titolo privato, di intervenire come mediatore nell’aspra controversia tra Carlo e Diana, definendo finalmente i termini e l’accordo economico che sanciscono infine il loro divorzio.

Il terribile incendio del 1992 che distrugge quasi completamente il Castello di Windsor, la dismissione dell’amato yatch reale, il Britannia, ma soprattutto gli scandali che investono i figli, dalle foto hot di Sarah Ferguson (Emma Laird Craig) con il suo amante alle famigerate intercettazioni telefoniche di Carlo e Camilla Parker Bowels (Olivia Williams), tormentano la Regina.

Ma la serie insinua altre ombre, oltre ai ben noti fatti storici, dal Tampax Gate alla provocatoria intervista rilasciata da Diana Spencer alla BBC. In particolare, in The Crown 5 vediamo l’attuale Re Carlo III tentare attraverso incontri privati con John Major e poi Tony Blair, auspicando velatamente l’abdicazione della madre e la sua successione al trono.

The Crown 5 mostra anche l’affettuosa amicizia del Principe Filippo con Penelope Knatchbull (Natascha McElhone), moglie di suo nipote, oggetto di innumerevoli pettegolezzi e inserita dalla stampa scandalistica inglesi tra i numerosi tradimenti che avrebbero adombrato in realtà quel matrimonio reale così apparentemente perfetto.

The Crown 5: Recensione

The Crown 5
Imelda Staunton è Elisabetta II in The Crown 5, disponibile dal 9 Novembre in esclusiva su Netflix

La materia alla base di The Crown 5 non può che dirsi particolarmente oscura. La serie degli eventi non sembra riservare alla Sovrana un solo raggio di sole, e Imelda Staunton regala una interpretazione semplicemente magistrale, trasformando Elisabetta in una Signora d’acciaio, ostinatamente legata alle tradizioni, nemica di quella modernità che le risulta sempre più estranea.

Se nella quarta stagione aveva trovato una incredibile antagonista nella Lady di Ferro, Margaret Tatcher, questa volta la Regina appare essenzialmente sola a fronteggiare gli eventi. La serie non ha mancato di dare scandalo, in particolare per quanto riguarda le insinuazioni che riguardano il principe Carlo.

Oggi Carlo è infatti Re d’Inghilterra, Camilla Regina consorte. Uno scenario che sembrava decisamente improbabile nella seconda metà degli anni ’90, forse perfino nel momento in cui la quinta stagione è stata scritta e girata. Lo stesso John Major si è affrettato a definire la serie come “spazzatura“, negando le eventuali trame di Carlo alle spalle della madre.

Tra i moltissimi pregi di The Crown 5, approdata su Netflix a poche settimane dalla morte di Elisabetta II, c’è proprio approfondire la personalità e la storia del Principe Carlo ben oltre i gossip, gli scandali e in generale la rappresentazione mediatica della sua figura.

The Crown 5: Un’altra verità su Carlo e sulla vita della Principessa Margaret

Quello che rende The Crown di Peter Morgan una delle migliori serie mai prodotte da Netflix, è proprio il suo particolare equilibrio in sceneggiatura tra la ricerca storica e l’attenzione nella ricostruzione dei fatti realmente accaduti con le sequenze solo immaginate, quei dialoghi consumati in segreto, dietro le porte chiuse, che pure hanno cambiato la Storia.

Tra i fatti storici riportati dalla serie, sconosciuti alla stragrande maggioranza degli spettatori internazionali, che non appartengono alla schiera dei sudditi del Regno Unito, c’è ad esempio l’impegno di Carlo attraverso la Prince’s Foundation, pronta ad aiutare milioni di studenti in condizioni di disagio a portare a termine i propri studi.

La frustrazione di Carlo, interpretato da Dominic West, un uomo che ha idee politiche progressiste è uno dei tratti più interessanti della serie, che ci rivela finalmente la personalità del Principe oltre la coltre del gossip e quell’infinito Dramma della gelosia che ha sempre gettato un’ombra sinistra sulla sua figura.

Il dialogo con Elizabeth Debicki subito dopo il divorzio, dove la melanconia e la tenerezza lasciano improvvisamente campo aperto alla rabbia e il rancore reciproco, regala certamente uno dei momenti più alti di The Crown 5. Una sequenza magnificamente scritta, girata e interpretata, che basta da sola a contraddire molte critiche sulla nuova stagione.

Con The Crown 5 assistiamo poi alla fine della triste parabola della Principessa Margaret, interpretata nel corso delle stagioni da Vanessa Kirby, Helena Bonham Carter e ora Lesley Manville. Forse ai nostri occhi sembra incredibile che il Parlamento inglese potesse esprimersi contro le nozze di una ragazza, colpevole solo di voler sposare un uomo divorziato.

Eppure, la felicità negata di quella Principessa triste, scivolata rapidamente in un abisso di alcoolismo e solitudine, resta uno dei leit-motiv e dei grandi punti di forza della serie, che ha avuto innegabilmente il merito di far conoscere al mondo questa e altre parabole meno note nella Storia della Corona inglese.

Al netto delle polemiche e delle critiche, la tristezza che pervade la serie è quella della realtà, del declino di una Istituzione che sembra schiacciare sentimenti e persone. E in attesa della sesta e ultima stagione, per noi la prova non può che dirsi brillantemente superata.

The Crown 5: Il cast

  • Imelda Staunton: Queen Elizabeth II
  • Jonathan Pryce: Prince Philip, Duke of Edinburgh
  • Lesley Manville: Princess Margaret, Countess of Snowdon
  • Dominic West: Charles, Prince of Wales
  • Jonny Lee Miller: John Major
  • Olivia Williams: Camilla Parker Bowles
  • Claudia Harrison: Anne, Princess Royal
  • Marcia Warren: Queen Elizabeth, The Queen Mother
  • Elizabeth Debicki: Diana, Princess of Wales

The Crown 5: Trailer ufficiale Netflix

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